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I Nodi

In questo spazio ho raccolto alcuni appunti clinici, brevi racconti e riflessioni dedicate ai nodi che spesso si intrecciano nelle storie personali.

I nodi sono quegli schemi invisibili, silenzi, eredità affettive e pesi familiari che continuano ad agire nel presente, influenzando il nostro modo di amare, scegliere, soffrire e desiderare.

Attraverso queste parole, cerco di dare un nome a ciò che spesso rimane senza voce. Perché comprendere un nodo non significa scioglierlo immediatamente, ma iniziare a guardarlo con maggiore consapevolezza.


Gli Appunti clinici raccolti in questa sezione nascono dall'incontro tra esperienza terapeutica, psicoanalisi, letteratura e vita quotidiana. Ogni tema rappresenta una possibile porta d'accesso a una domanda, una difficoltà o un momento di trasformazione.


Percorsi

→ Il desiderio

→ La pelle

→ La separazione
→ Il Falso Sè

Ci sono figli che crescono chiedendosi come far stare meglio la propria madre.

Non lo chiedono a parole. Lo imparano.

Essere bravi. Non pesare. Non deludere. Accorgersi dei bisogni degli altri prima dei propri.

Molti adulti che oggi faticano a separarsi, a desiderare, a sentirsi liberi dai sensi di colpa o a riconoscere il proprio valore, scoprono che una parte della loro storia è cominciata lì: accanto a una madre che non è riuscita a offrire tutto il sostegno emotivo di cui avrebbero avuto bisogno.

 

Leggi il racconto completo →

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Riferimenti Teorici
  • Manipolazione affettiva
  • Identificazione proiettiva
  • Il dubbio come strumento di potere

Quando smetti di fidarti di ciò che senti.

Non sempre la manipolazione si manifesta attraverso il controllo o l'aggressività. A volte prende la forma del dubbio. Poco alla volta si perde fiducia nelle proprie emozioni, nei propri ricordi e nella propria percezione della realtà. Il problema non è soltanto ciò che l'altro dice. È ciò che accade dentro di noi quando iniziamo a credere che la nostra esperienza non abbia più valore.

Nodi Clinici

L'erosione del Sé e la perdita della realtà interna. Come ricostruire il confine tra ciò che è dell'Altro e ciò che è proprio.

Bibliografia: Stern, R. (2007) - The Gaslight Effect.

Quando il cibo diventa il luogo di una battaglia più profonda.

Il rifiuto del cibo non riguarda sempre il peso o il corpo. A volte riguarda il bisogno. Mangiare significa accettare di dipendere da qualcosa che viene da fuori. Nutrimento, cura, vicinanza, amore. Dietro il controllo del cibo possono nascondersi paura, vergogna, fragilità e un difficile rapporto con il desiderio.

Riferimenti Teorici
  • Incorporeità e desiderio
  • La dipendenza dall'Altro
  • Disturbi della nutrizione
Nodi Clinici

Esplora il significato del rifiuto del cibo come espressione di un bisogno inascoltato e difesa contro la dipendenza.

Note di approfondimento sulla clinica dell'anoressia.

"Non riesco più a respirare"

Quando il corpo prende la parola al posto nostro. Gli attacchi di panico sembrano arrivare all'improvviso. In realtà, spesso, raccontano una storia più lunga. La storia di chi ha resistito troppo, controllato troppo, taciuto troppo. Il panico può essere vissuto come un nemico da combattere, ma talvolta rappresenta il momento in cui qualcosa dentro di noi non accetta più di essere ignorato.

Elaborazione del lutto

"Quando l'assenza continua a parlare."

La perdita di una persona amata non interrompe il legame. Anche quando qualcuno non c'è più, continua a vivere nei ricordi, nei sogni, nelle parole che avremmo ancora voluto dirgli. Elaborare un lutto non significa dimenticare. Significa trovare un modo nuovo di portare con sé chi si è perduto senza smettere di vivere.

Oggi questa esperienza incontra una domanda inedita. Le nuove tecnologie permettono di conservare messaggi, fotografie, registrazioni vocali e, in alcuni casi, di dialogare con simulazioni create attraverso l'intelligenza artificiale. I cosiddetti griefbot sembrano rendere nuovamente possibile una forma di conversazione con chi non c'è più. Ma che cosa accade al lavoro del lutto quando l'assenza non tace più? Come cambia il rapporto con la memoria, con il desiderio e con la separazione? Ogni perdita richiede un tempo diverso. Non per cancellare il legame, ma per trasformarlo.

Riferimenti Teorici
  • Lutto e melanconia (Freud)
  • Legami continui (Continuing Bonds)
  • Oggetto interno
  • Memoria e trasformazione del legame
  • Griefbot e lutto digitale
Nodi Clinici

Il rapporto tra presenza e assenza, la difficoltà di separarsi, il rischio di restare imprigionati nella perdita o di non riuscire a immaginare un futuro dopo la morte di qualcuno che abbiamo amato.

  • Freud, S. (1917). Lutto e melanconia.

  • Winnicott, D. W. (1971). Gioco e realtà.

  • Green, A. (1999). Il lavoro del negativo.

  • Klass, D., Silverman, P. R., & Nickman, S. L. (1996). Continuing Bonds.

  • Neimeyer, R. A. (2001). Meaning Reconstruction and the Experience of Loss.

  • Hollanek, T., et al. (2024). Griefbots, Deadbots, Postmortem Avatars.

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