DISTURBI D'ANSIA E ATTACCHI DI PANICO
Non riesco più a respirare

Non è arrivato all'improvviso.
Anche se per molto tempo l'ho raccontato così.
Come un fulmine.
Come qualcosa che mi è successo.
Una mattina.
In macchina.
In metropolitana.
In fila al supermercato.
In realtà era iniziato molto prima.
Quando ho cominciato a stringere.
A controllare.
A resistere.
A dire che andava tutto bene.
A fare ciò che dovevo fare.
A essere la persona che tutti si aspettavano.
Ho continuato a funzionare.
A lavorare.
A sorridere.
A organizzare.
A rassicurare.
A reggere.
Finché qualcosa ha smesso di reggere.
E allora è arrivato.
Il cuore.
Il fiato.
Le gambe.
Il terrore.
La sensazione che stessi per morire.
Oppure impazzire.
Oppure scomparire.
Non riuscivo più a respirare.
Ma oggi penso che il problema non fosse il respiro.
Forse era la vita.
Forse non riuscivo più a respirare dentro una forma che era diventata troppo stretta.
Dentro una relazione.
Dentro una storia.
Dentro un ruolo.
Dentro un'immagine di me.
L'attacco di panico è stato il mio nemico.
Per molto tempo.
Poi ho iniziato a sospettare che stesse cercando di dirmi qualcosa.
Che non era arrivato per distruggermi.
Ma perché qualcosa dentro di me non riusciva più a tacere.
Perché ci sono momenti in cui il corpo prende la parola.
E dice ciò che noi continuiamo a rimandare.
Nodi clinici
Riferimenti teorici
Bibliografia tematica
- Attacchi di panico
- Disturbo di panico
- Ansia
- Paura di morire
- Paura di impazzire
- Perdita di controllo
- Corpo e mente
- Somatizzazione
- Ipercontrollo
- Iperadattamento
- Sicurezza e desiderio
- Conflitto interiore
- Separazione
- Crisi evolutiva
- Vulnerabilità
- Autonomia
- Cambiamento
- Ansia anticipatoria
- Evitamento
L'attacco di panico rappresenta una delle manifestazioni più intense dell'angoscia. Dal punto di vista psicodinamico non coincide semplicemente con un insieme di sintomi fisici, ma può essere compreso come il momento in cui un equilibrio psichico non riesce più a mantenersi.
Il soggetto sperimenta una perdita improvvisa di controllo che coinvolge il corpo, il pensiero e il senso di continuità di sé. Ciò che appare improvviso è spesso il punto di arrivo di un processo più lungo, caratterizzato da adattamenti, rinunce, conflitti o tensioni rimaste a lungo senza rappresentazione.
Numerosi autori hanno sottolineato come l'angoscia emerga quando vengono meno le abituale difese psicologiche. In questa prospettiva il panico non è soltanto un sintomo da eliminare, ma un'esperienza che può assumere un significato all'interno della storia della persona.
Il lavoro terapeutico non mira esclusivamente alla riduzione dei sintomi, ma alla comprensione di ciò che il panico esprime: conflitti, desideri, paure e trasformazioni che non hanno ancora trovato parole sufficienti per essere pensati.
- Ansia, panico e psicoanalisi
- Inibizione, sintomo e angoscia – Sigmund Freud
- Apprendere dall'esperienza – Wilfred R. Bion
- Gioco e realtà – Donald W. Winnicott
- L'ombra dell'oggetto – Christopher Bollas
- Il disagio della civiltà – Sigmund Freud
- Il miracolo della forma – Massimo Recalcati
- La mente estatica – Christopher Bollas
- Paura liquida – Zygmunt Bauman
- Per approfondire il rapporto tra corpo e angoscia
- L'Io-pelle – Didier Anzieu
- Il corpo tiene il conto – Bessel van der Kolk
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